– Sul mercato Europeo, prezzi del latte in decisa flessione; per l’intero c’è buona offerta e domanda debole, al contrario per lo scremato la richiesta è buona con poca disponibilità. Sul mercato italiano, domanda fiacca di latte, trattato a prezzi cedenti. Nel Nord Italia, raccolta ancora in crescita e titoli alti in costante aumento.
– Sul mercato Europeo, crema trattata a prezzi calanti con buona disponibilità. Sul mercato italiano, buona domanda di panna nazionale di qualità, trattata al di sotto del bollettino.
– Cedono ancora i bollettini ufficiali europei del Burro di centrifuga. A Kempten le quotazioni sono calate di € 0,10 sul minimo e di € 0,20 sul massimo, oggi rispettivamente 5,40 e 5,50 €/kg, media tedesca a 5,45 €/kg. L’Olanda è diminuita di € 0,05, andando a 5,10 €/kg; la Francia, invece, non ha quotato. La media a due questa settimana è pari a 5,275 €/kg. Oggi il burro di centrifuga a Milano è sceso di € 0,17 portandosi a 5,45 €/kg.
– Anche questa settimana, le quotazioni del latte in polvere intero sono calate sia in Germania che in Olanda; la Francia non ha quotato. Lo scremato, sia per uso alimentare che zootecnico, è sceso in Germania e Olanda, mentre in Francia è aumentato.
– Il siero per uso alimentare è diminuito in Germania; quello per uso zootecnico è aumentato in Germania e rimasto invariato in Olanda; la Francia non ha quotato per la seconda settimana consecutiva. Oggi, a Milano, è aumentato il siero per uso industriale.
– Per quanto riguarda i formaggi, la settimana scorsa sono aumentate le quotazioni del Parmigiano Reggiano a Modena (tranne il 15 e il 18 mesi) e a Mantova (tranne il 12 mesi).
A Milano oggi sono salite le quotazioni del Parmigiano Reggiano 24 e 30 mesi, e sono calate quelle del Grana Padano e del Pecorino Romano. Gli altri formaggi sono rimasti invariati.
Sui principali formaggi commodity UE si conferma la stabilizzazione dei prezzi e sui blocchi Edamer e Gouda si legge già qualche segnale di risalita. Il maggior consumo generato dalla discesa dei prezzi al consumatore in Germania (Aldi e Lidl principalmente) sta diminuendo la pressione degli stock. Anche l’ export ricomincia ad essere più vitale. I futures vedono nuovamente quotazioni più alte per l’immediato ed il Q1. Tendenza da confermare nelle prossime settimane.
NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.
Import Giappone, settembre 2025
Dopo due mesi consecutivi di contrazione, le importazioni giapponesi di prodotti lattiero-caseari sono tornate a crescere nel mese di settembre. La ripresa è stata sostenuta principalmente da una maggiore domanda di lattosio e formaggio, con Stati Uniti e Nuova Zelanda che hanno colmato il vuoto lasciato dal calo delle spedizioni provenienti dall’Unione Europea e, in misura minore, dall’Australia. Nel complesso, da inizio anno le importazioni mantengono un trend positivo, sostenuto dal buon andamento della domanda per i prodotti neozelandesi.
Per quanto riguarda il formaggio, settembre ha segnato un’inversione di tendenza, con volumi in crescita provenienti da Nuova Zelanda e Stati Uniti. Al contrario, le forniture dall’Unione Europea e dall’Australia hanno continuato a diminuire. Nel complesso dei 9 mesi, però, le importazioni restano inferiori ai livelli di ripresa registrati nel 2024: il calo del 20% dei volumi europei è stato solo parzialmente compensato dall’aumento dei quantitativi provenienti da Nuova Zelanda, Stati Uniti e Australia.
Il comparto del lattosio mostra invece un andamento decisamente più dinamico. Dopo due anni caratterizzati da una domanda debole, il 2025 ha segnato una netta ripresa, con una crescita particolarmente marcata nel mese di settembre. Gli Stati Uniti risultano i principali beneficiari di questa ripartenza, coprendo il 57% delle importazioni complessive giapponesi, mentre l’Unione Europea — che detiene una quota del 31% — ha registrato un incremento più contenuto.
Il quadro è più contrastato per il siero. Dopo il temporaneo recupero di agosto, le importazioni sono tornate a calare a settembre. Tuttavia, si è osservato un aumento delle forniture provenienti dall’America Latina, in particolare da Cile e Argentina, a fronte di una riduzione dei volumi statunitensi e australiani. Nonostante la flessione mensile, l’Unione Europea ha consolidato la propria posizione di leader sul mercato giapponese, guadagnando quote di mercato rispetto agli Stati Uniti nel terzo trimestre e nei dati cumulati da inizio anno. Attualmente, l’UE copre il 56% del fabbisogno giapponese di siero di latte importato.
