– Sul mercato Europeo, latte intero e scremato ancora in calo, discretamente disponibili con domanda media. Sul mercato italiano, domanda fiacca di latte, trattato a prezzi cedenti. Nel Nord Italia, raccolta e titoli in leggero aumento.
– Sul mercato Europeo, sembra invertirsi l’andamento del prezzo della crema: buona sia la disponibilità che la domanda con prezzi invariati o leggermente superiori alla settimana precedente. Sul mercato italiano, buona disponibilità di panna nazionale di qualità, trattata a bollettino; domanda discreta.
– Stabilità sui bollettini ufficiali europei del Burro di centrifuga. A Kempten le quotazioni sono rimaste invariate sia sul minimo che sul massimo, rispettivamente a 5,50 e 5,70 €/kg, media tedesca a 5,60 €/kg. Anche l’Olanda non si è mossa dai suoi 5,15 €/kg; la Francia, invece, non ha quotato. La media a due questa settimana è pari a 5,375 €/kg. Oggi il burro di centrifuga a Milano è rimasto invariato a 5,62 €/kg.
– Le quotazioni del latte in polvere intero sono calate sia in Germania che in Olanda; la Francia non ha quotato. Lo scremato, sia per uso alimentare che zootecnico, è sceso in Germania e Francia, mentre in Olanda è rimasto invariato.
– Il siero per uso alimentare è rimasto invariato in Germania; quello per uso zootecnico è aumentato sia in Germania che in Olanda, mentre in Francia non è stato quotato. Oggi, a Milano, è aumentato il siero per uso industriale.
– Per quanto riguarda i formaggi, la settimana scorsa sono calate le quotazioni del Grana Padano a Verona (solo le stagionature 15 e il 20 mesi) e a Mantova (solo il 10 mesi), mentre sono aumentate quelle del Parmigiano Reggiano a Mantova (tranne il 12 mesi) e a Parma.
A Milano oggi le quotazioni sono rimaste invariate su tutti i formaggi.
Sui principali formaggi commodity UE, le quotazioni si sono stabilizzate. La ripresa della domanda sui consumi ed un maggiore export stanno aiutando a riequilibrare gli stock di prodotto.
NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.
Import/export Nuova Zelanda, settembre 2025
Le esportazioni lattiero-casearie neozelandesi sono aumentate nel mese di settembre, nonostante di solito sia il secondo mese più debole per volumi dopo agosto, rappresentando circa il 5% delle spedizioni annuali. Sebbene i flussi di butteroil e SMP siano diminuiti, tutte le altre principali categorie di prodotto hanno registrato una crescita, trainata da una domanda più sostenuta proveniente dalla Cina.
L’export verso l’Ue è diminuito a settembre, interrompendo una serie positiva di dieci mesi consecutivi di crescita. La Cina si è confermata il principale motore dell’aumento delle esportazioni sia su base stagionale che annua (YTD), compensando i cali registrati nei mercati dei Paesi MENA, in particolare in Algeria.
Le esportazioni di latte intero in polvere (WMP) sono aumentate per il quarto mese consecutivo, spinte da maggiori spedizioni dirette in Cina e, in misura minore, verso Australia e Sud-Est Asiatico. Dall’inizio della stagione, i volumi sono cresciuti anche verso l’Africa subsahariana e lo Sri Lanka, mentre i mercati dei Paesi MENA sono rimasti deboli, con Libia, Algeria e Yemen che hanno inciso negativamente sui risultati complessivi. L’export di latte scremato in polvere (SMP) è diminuito per il quinto mese consecutivo. La flessione è attribuibile principalmente al Sud-Est Asiatico e ai Paesi MENA, mentre i volumi diretti alla Cina mostrano segnali di ripresa.
Dopo due mesi di performance debole, le esportazioni di formaggio sono rimbalzate a settembre, sostenute dalla domanda della Cina e, in misura minore, del Giappone. Su base annua (YTD), entrambi i Paesi hanno contribuito in modo significativo alla crescita, insieme a spedizioni più elevate verso il Sud-Est Asiatico (in particolare Indonesia e Vietnam), l’UE e la Corea del Sud.
Dopo un secondo trimestre debole, l’export di burro si è rafforzato durante il terzo trimestre, con aumenti registrati ogni mese. La Cina ha rappresentato la quota principale della crescita sia a settembre che su base annua, coprendo circa il 35% delle esportazioni totali di burro neozelandese.
Le spedizioni di butteroil hanno rallentato a settembre dopo cinque mesi di forte crescita. La domanda dell’UE, che aveva sostenuto l’aumento nel secondo trimestre, è diminuita sensibilmente nel terzo trimestre, infatti a settembre sono state spedite meno di 300 tonnellate, rispetto alle 15.000 tonnellate complessive dall’inizio dell’anno.
Le esportazioni di panna hanno continuato a crescere in modo costante negli ultimi due anni e anche nel 2025, con la Cina che ha assorbito circa l’82% dei volumi totali.
