Analisi di mercato di questa settimana nr 23 del 2025



Sul mercato UE, prezzi del Latte intero e scremato in forte crescita; la domanda sale lentamente pur restando discreta, la disponibilità è scarsa. Sul mercato italiano si riscontra un deciso aumento dei prezzi con una domanda vivace. La raccolta in Lombardia è in costante calo, in alcuni giorni anche accentuato; i titoli sono pressochè stabili o in leggera contrazione.Sul mercato UE si registra un’ulteriore aumento dei prezzi della Crema, con domanda in lieve recupero e poca disponibilità. Sul mercato italiano, la panna nazionale di qualità è scambiata a prezzi in aumento e la domanda è buona.I bollettini ufficiali del Burro di centrifuga a Kempten sono rimasti invariati, con il minimo e il massimo rispettivamente pari a 7,30 e 7,60 €/kg; media tedesca 7,45 €/kg. L’Olanda è aumentata di € 0,10 portandosi a 7,40 €/kg. La Francia, invece, non ha quotato. La media a due è pari a 7,425 €/kg. Il burro di centrifuga oggi a Milano sale di € 0,10 andando a 7,35 €/kg. I bollettini del latte in polvere intero sono rimasti invariati in Olanda, mentre sono saliti in Germania e in Francia. Lo scremato, sia per uso alimentare che zootecnico, è aumentato in tutti e tre i Paesi che teniamo in considerazione.Le quotazioni del siero sono rimaste invariate in Germania e Olanda, salite in Francia e scese in Olanda. Oggi a Milano il siero, sia per uso industriale che zootecnico, è calato.Le quotazioni nazionali dei formaggi la scorsa settimana hanno rilevato un aumento del Parmigiano Reggiano a Mantova (solo le stagionature da 24 e 30 mesi) e a Parma. Gli altri formaggi sono rimasti invariati.Oggi a Milano la Commissione prezzi ha rilevato un rialzo delle quotazioni del Parmigiano Reggiano 18, 24 e 30 mesi. Gli altri formaggi sono rimasti invariati.Stabile la situazione per i principali formaggi commodity UE. NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.
Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanali, segue approfondimento sull’import/export della Nuova Zelanda.Import/export Nuova Zelanda, aprile 2025Le esportazioni neozelandesi di prodotti lattiero-caseari sono apparse solide ad aprile, sebbene confrontate con i livelli deboli del 2024. Ad eccezione di lattosio e WPC, tutte le categorie di prodotti hanno registrato un aumento, trainate da formaggio, latte scremato in polvere (SMP) e butteroil. L’aumento della domanda da parte del Sud-est asiatico, della Cina e, in misura minore, dello Sri Lanka, ha compensato il calo registrato in Algeria. Le spedizioni stagionali sono aumentate dell’1%, dopo diversi mesi di andamento debole.


I flussi di WMP verso l’Algeria sono in costante calo dall’inizio dell’anno, ma tale perdita è compensata dalla maggiore domanda da parte del Sud-est asiatico, dello Sri Lanka, degli Emirati Arabi Uniti, dell’Arabia Saudita e della Cina. Nel complesso, i volumi stagionali rimangono contenuti a causa della persistente debolezza dell’Algeria.
L’export di SMP in aprile è aumentato per il terzo mese consecutivo, principalmente grazie ai volumi diretti in Cina e in Indonesia. La domanda cinese ha un andamento positivo da ottobre e compensa il calo registrato nei Paesi MENA. Sebbene la domanda nel Sud-est asiatico sia disomogenea, il trend generale è positivo.
Le esportazioni di formaggio sono nuovamente aumentate ad aprile, spinte soprattutto dai quantitativi spediti nelle principali destinazioni, tra cui Cina, Giappone e Sud-est asiatico. Durante la stagione, sono cresciuti anche i volumi diretti verso i nuovi partner FTA: circa 7.000 tonnellate in UE e 12.000 tonnellate nel Regno Unito.
I flussi di burro continuano a crescere, seppur a un ritmo più lento. Il calo delle spedizioni verso la Cina è stato compensato dai volumi diretti verso l’Arabia Saudita e alcuni mercati minori. I dati da inizio stagione mostrano un trend positivo, principalmente grazie alla forte domanda cinese all’inizio dell’anno.
L’export di butteroil, dopo un inizio di stagione debole, è migliorato ma resta inferiore del 13% rispetto a quello della stagione precedente. L’aumento delle spedizioni verso UE, Regno Unito e Perù è stato compensato dalle perdite in Cina, Sud-est asiatico, Medio Oriente e Nord Africa e Messico.

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