– Vista la buona offerta, prezzi del latte ancora cedenti sul mercato Europeo; l’intero è poco richiesto e con più disponibilità, mentre per lo scremato c’è più domanda con un’offerta che risulta scarsa. Sul mercato italiano, i prezzi del latte sono stabili/tendenti al ribasso e la domanda è fiacca. Nel Nord Italia, raccolta stabile e titoli alti invariati.
– Sia sul mercato europeo che italiano, crema in ulteriore ribasso e domanda non entusiasmante.
– Deboli i bollettini ufficiali europei del Burro di centrifuga. A Kempten il minimo è rimasto invariato a 5,50 e il massimo ha perso € 0,20 andando a 5,70 €/kg, media tedesca a 5,60 €/kg. L’Olanda è calata di € 0,11 portandosi a 5,33 €/kg, mentre la Francia non ha quotato. La media a due questa settimana è pari a 5,465 €/kg. Oggi il burro di centrifuga a Milano è diminuito di € 0,20 andando a 5,62 €/kg.
– Le quotazioni del latte in polvere intero sono calati sia in Germania che in Olanda, tranne quella del prodotto scremato per uso alimentare sul bollettino olandese che è rimasto invariato.
– Il siero per uso alimentare in Germania è rimasto invariato, mentre quello per uso zootecnico è sceso sul bollettino tedesco ed è aumentato sull’olandese e il francese (dove però la settimana precedente non era stato quotato). Oggi, a Milano, il siero è rimasto invariato.
– Per quanto riguarda i formaggi, la settimana scorsa sono calate le quotazioni del Grana Padano a Verona, Cremona e Mantova, e del Monte Veronese a Verona. Sono, invece, aumentate le quotazioni del Parmigiano Reggiano a Mantova.
A Milano oggi sono diminuite le quotazioni di Grana Padano e Pecorino Romano. Tutti gli altri formaggi sono rimasti invariati.
Sui principali formaggi commodity UE continua la buona disponibilità di latte e quindi di formaggi, che registrano anche questa settimana un ulteriore calo nelle quotazioni.
NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.
Import/export Malesia, agosto 2025
Dopo un avvio debole del 2025, le importazioni malesi di prodotti lattiero-caseari hanno registrato un forte rimbalzo a partire da maggio e risultano ora superiori dell’1% rispetto alla solida crescita cumulata (YTD) registrata nel 2024. Il mese di agosto ha confermato questa tendenza, con incrementi in quasi tutte le categorie di prodotto.
Gli Stati Uniti in agosto sono stati di gran lunga il principale motore di crescita YOY, mentre le importazioni dall’Unione Europea sono rimaste sostanzialmente stabili e quelle dalla Nuova Zelanda hanno mostrato un calo. Nei primi otto mesi dell’anno, sia l’UE che gli Usa hanno guadagnato quote di mercato a scapito della Nuova Zelanda, che fatica a eguagliare gli elevati volumi del 2024.
• SMP: l’import ha continuato a crescere in agosto, segnando il quarto aumento mensile consecutivo. L’aumento è stato trainato dai volumi maggiori provenienti da Stati Uniti, Unione Europea e Bielorussia, che hanno compensato il calo registrato dall’Oceania (dovuto a una base comparativa elevata nel 2024). Nei primi otto mesi dell’anno, l’UE – in ripresa dopo la flessione dello scorso anno – e, in misura minore, l’Australia, sono stati gli unici principali fornitori a registrare un aumento. Al contrario, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Bielorussia non sono riusciti a replicare le performance del 2024. È interessante notare che il latte scremato in polvere del Regno Unito sta guadagnando terreno, coprendo ora il 2% del fabbisogno di importazione della Malesia.
• Siero: gli Stati Uniti hanno contribuito alla crescita registrata in agosto, mentre i volumi dall’UE sono leggermente calati. Tuttavia, entrambi i fornitori restano i principali driver della crescita YTD. L’UE continua a essere il principale fornitore, coprendo il 75% del fabbisogno d’importazione malese.
• WMP: l’import è diminuito in sei degli ultimi otto mesi, incluso agosto, con cali sia dalla Nuova Zelanda che dall’Ue (-70% YTD). Dopo due anni di performance deludente, le esportazioni di FFP (formulazioni a base di latte in polvere) hanno registrato un deciso recupero, in particolare a partire da aprile, sostenuto da una forte domanda proveniente dall’Africa subsahariana – soprattutto da Ghana e Benin – oltre che da maggiori volumi destinati al Togo e ad altri Paesi limitrofi.
Le esportazioni di WMP hanno seguito un andamento analogo a quello delle importazioni, diminuendo negli ultimi tre mesi. Sebbene le spedizioni verso i Paesi vicini siano migliorate rispetto ai livelli deboli del 2024, i minori volumi verso l’Africa subsahariana e il Venezuela hanno determinato il calo complessivo.
